Hong Kong, dopo la convenzione contro le doppie imposizioni, verso la white list per lo scambio di informazioni

La legge di ratifica della convenzione contro le doppie imposizioni con Hong Kong è approdata finalmente in Gazzetta Ufficiale (legge 18 giugno 2015, n. 96, Gazzetta Ufficiale 155 del 7 luglio).

Entrata in vigore e disposizioni principali della convenzione:

Entrerà in vigore in seguito allo scambio degli strumenti di ratifica e, per l’Italia, avrà effetto:

  • per le ritenute alla fonte, sui redditi realizzati dal 1° gennaio successivo a quello di entrata in vigore (1° gennaio 2016, ipotizzando che lo scambio degli strumenti di ratifica avvenga entro la fine di quest’anno);
  • per le altre imposte sul reddito dagli esercizi che iniziano dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello di entrata in vigore della convenzione.

La convenzione è sostanzialmente conforme allo standard Ocse. Analizziamo le disposizioni più significative del trattato stesso ovvero quelle inerenti gli utili delle imprese (all’art. 7), i dividenti (all’art. 10), gli interessi (all’art. 11), i canoni (all’art. 12) e gli utili di capitali (all’art. 13);

Utili di impresa

In riferimento al trattamento degli utili di impresa, è introdotto il principio generale secondo il quale gli stessi sono imponibili esclusivamente nella Parte contraente di residenza dell’impresa, ad eccezione dei redditi prodotti per il tramite di una stabile organizzazione. In quest’ultima ipotesi, la Parte contraente in cui è localizzata la stabile organizzazione ha la potestà di tassare gli utili realizzati nel suo territorio mediante tale stabile organizzazione.

Dividendi

In riferimento alla disciplina dei dividendi, posto il principio generale della loro definitiva tassazione nella Parte contraente di residenza del percipiente, gli stessi sono imponibili anche alla fonte, ma limitatamente a un’aliquota che non può eccedere il 10 per cento dell’ammontare lordo dei dividendi.

Al riguardo, poiché la normativa di Hong Kong non prevede ritenute alla fonte sulla distribuzione dei dividendi a soggetti non residenti, i dividendi in entrata pagati a residenti italiani non subiranno alcuna ritenuta alla fonte in Hong Kong.

Interessi, canoni e royalties

Per quanto concerne il trattamento di interessi,  canoni o royalties, fermo restando il principio generale della loro definitiva tassazione nella Parte contraente di residenza del percipiente, gli stessi sono imponibili anche alla fonte, ma limitatamente ad un’aliquota rispettivamente del 12,5% (interessi) e del 15% (canoni o royalties).

Per gli interessi in entrata pagati a residenti italiani, la normativa interna di Hong Kong stabilisce che non venga applicata alcuna ritenuta sugli interessi pagati a non residenti, pertanto essa troverà applicazione in luogo della tassazione convenzionale.

Mentre in merito alle royalties in entrata pagate a residenti italiani, la disciplina fiscale interna di Hong Kong stabilisce l’applicazione di un’aliquota pari nella generalità dei casi al 4,95%; dal momento che tale aliquota si colloca ben al di sotto di quella stabilita convenzionalmente, presumibilmente anch’essa continuerà ad essere applicata in luogo di quest’ultima.

Utili di Capitali

Per le plusvalenze derivanti dall’alienazione di quote di partecipazione detenute in società di capitali, obbligazioni e titoli similari, ove non facenti parte dell’attivo di una stabile organizzazione o relative a società immobiliari, sono imponibili soltanto nello Stato di residenza del cedente.

Lo scambio d’informazione, è previsto dall’articolo 26 della nuova convenzione con una formulazione conforme allo standard Ocse del 2005 che consente di superare il segreto bancario. Hong Kong quindi, pur rimanendo classificata nella lista dei Paesi a fiscalità privilegiata di cui al Dm 21 novembre 2001 sarà inclusa nella white list dei Paesi che danno un adeguato scambio d’informazioni, di cui al Dm. 4 settembre 1996, con effetti molto rilevanti.

In conclusione si può affermare che gli effetti complessivi generati dall’emanazione delle nuove white lists e dalla definitiva entrata in vigore della disciplina convenzionale favoriranno, in un’ottica di pianificazione fiscale ed in presenza di valide ragioni economiche, la scelta di Hong Kong quale giurisdizione di riferimento al fine dell’insediamento delle società (soprattutto holding e sub-holding) per gli investimenti italiani in Asia e, in particolare, per quelli in Cina.

 

Rag., Commercialista e Revisore Legale, Enrico Feliziani rende la propria consulenza, tra gli altri, nel settore della fiscalità internazionale e del processo tributario, occupandosi di pianificazione finanziaria, budgeting e, in genere, di consulenza alle imprese.

 

Fisco, misure per l’Internazionalizzazione – 7 Agosto 2015

DECRETO INTERNAZIONALIZZAZIONE. Mio Logo 2014Il Consiglio dei Ministri ha approvato, in via definitiva, il decreto legislativo in merito all’Internazionalizza delle Imprese. Il provvedimento è senza dubbio complesso e assume a sé una serie nutrita, ad eterogenea, di norme con forte impatto in materia di fiscalità internazionale.

Di particolare rilievo la nuova disciplina in che modifica i criteri di deducibilità dei costi c.d. di black list.La norma attuale prevede l’applicazione di una presunzione relativa di indeducibilità dei costi. Ma con l’attuazione del decreto detta norma viene sostituita da una presunzione legale di deducibilità delle spese, se effettivamente sostenute, nei limiti del loro valore normale.

I criteri di determinazione di tali limiti possono essere rinvenuti nell’art. 9 del TUIR e, altresì, rimarrà salva la possibilità di dedurre anche i costi “extra” ogni qual volta il contribuente sia in grado di fornire la prova della sussistenza della sola esimente rimasta, ovvero che l’operazione risponde a un effettivo interesse economico e ha avuto concreta esecuzione. 

Dalla lettura del testo si evince che è ampliata la possibilità per le imprese che svolgono attività di stampo internazionale di stringere con l’Agenzia delle Entrate accordi preventivi su temi di assoluta importanza quali la fissazione dei prezzi in occasione dei trasferimenti infragruppo con controparti estere, il valore delle transazioni con partner aventi sede in paradisi fiscali, ovvero la valutazione preventiva di casi di stabile organizzazione in Italia con la fissazione di criteri di attribuzione dei redditi. Tra le altre novità, assoluto interesse riveste, inoltre, la fissazione dei criteri dedicati alla determinazione dei redditi c.d. “transanzionali” quali royalties, interessi o dividendi.

Altra importantissima novità riguarda la normativa conosciuta normalmente sotto l’acronimo “CFC”. Il legislatore ha ritenuto intervenire sull’interpello che da obbligatorio diviene, ora, facoltativo.

Ciò implica che il momento in cui presentare la prova delle esimenti esistenti a favore del contribuente, rispetto alla tassazione presuntiva operante in questi casi, potrà essere data nel tempo scelto dal medesimo contribuente, in via preventiva tramite l’attivazione dell’interpello oppure successivamente in fase di eventuale controllo.

La portata dell’innovazione è evidente se si considera che è stato altresì abolito il regime di tassazione per trasparenza delle società collegate che siano in “black list”, anche tramite l’introduzione di nuove norme di determinazione del reddito che sia il prodotto dell’attività della partecipata estera e che sia attratto a tassazione per trasparenza in Italia.

Altre novità sono introdotte in materia di: consolidato fiscale, nella necessità di adeguarsi alla giurisprudenza europea, e con le quali viene ampliato il novero dei soggetti legittimati a consolidare le basi imponibili; di transfer pricing, in merito al quale ne viene chiarita l’inapplicabilità alle transazioni interne tra soggetti residenti in Italia; o, ancora, con riferimento alla disciplina degli interessi passivi, in riferimento ai quali è previsto che, ai fini del calcolo del Reddito Operativo Lordo
si potrà altresì tener conto dei dividendi incassati relativi a partecipazioni detenute in società non residenti e che risultino controllate secondo i parametri di cui al comma 1, n. 1 dell’art. 2359 cc.