Fisco, misure per l’Internazionalizzazione – 7 Agosto 2015

DECRETO INTERNAZIONALIZZAZIONE. Mio Logo 2014Il Consiglio dei Ministri ha approvato, in via definitiva, il decreto legislativo in merito all’Internazionalizza delle Imprese. Il provvedimento è senza dubbio complesso e assume a sé una serie nutrita, ad eterogenea, di norme con forte impatto in materia di fiscalità internazionale.

Di particolare rilievo la nuova disciplina in che modifica i criteri di deducibilità dei costi c.d. di black list.La norma attuale prevede l’applicazione di una presunzione relativa di indeducibilità dei costi. Ma con l’attuazione del decreto detta norma viene sostituita da una presunzione legale di deducibilità delle spese, se effettivamente sostenute, nei limiti del loro valore normale.

I criteri di determinazione di tali limiti possono essere rinvenuti nell’art. 9 del TUIR e, altresì, rimarrà salva la possibilità di dedurre anche i costi “extra” ogni qual volta il contribuente sia in grado di fornire la prova della sussistenza della sola esimente rimasta, ovvero che l’operazione risponde a un effettivo interesse economico e ha avuto concreta esecuzione. 

Dalla lettura del testo si evince che è ampliata la possibilità per le imprese che svolgono attività di stampo internazionale di stringere con l’Agenzia delle Entrate accordi preventivi su temi di assoluta importanza quali la fissazione dei prezzi in occasione dei trasferimenti infragruppo con controparti estere, il valore delle transazioni con partner aventi sede in paradisi fiscali, ovvero la valutazione preventiva di casi di stabile organizzazione in Italia con la fissazione di criteri di attribuzione dei redditi. Tra le altre novità, assoluto interesse riveste, inoltre, la fissazione dei criteri dedicati alla determinazione dei redditi c.d. “transanzionali” quali royalties, interessi o dividendi.

Altra importantissima novità riguarda la normativa conosciuta normalmente sotto l’acronimo “CFC”. Il legislatore ha ritenuto intervenire sull’interpello che da obbligatorio diviene, ora, facoltativo.

Ciò implica che il momento in cui presentare la prova delle esimenti esistenti a favore del contribuente, rispetto alla tassazione presuntiva operante in questi casi, potrà essere data nel tempo scelto dal medesimo contribuente, in via preventiva tramite l’attivazione dell’interpello oppure successivamente in fase di eventuale controllo.

La portata dell’innovazione è evidente se si considera che è stato altresì abolito il regime di tassazione per trasparenza delle società collegate che siano in “black list”, anche tramite l’introduzione di nuove norme di determinazione del reddito che sia il prodotto dell’attività della partecipata estera e che sia attratto a tassazione per trasparenza in Italia.

Altre novità sono introdotte in materia di: consolidato fiscale, nella necessità di adeguarsi alla giurisprudenza europea, e con le quali viene ampliato il novero dei soggetti legittimati a consolidare le basi imponibili; di transfer pricing, in merito al quale ne viene chiarita l’inapplicabilità alle transazioni interne tra soggetti residenti in Italia; o, ancora, con riferimento alla disciplina degli interessi passivi, in riferimento ai quali è previsto che, ai fini del calcolo del Reddito Operativo Lordo
si potrà altresì tener conto dei dividendi incassati relativi a partecipazioni detenute in società non residenti e che risultino controllate secondo i parametri di cui al comma 1, n. 1 dell’art. 2359 cc.